Mordi e vai al mercato di Testaccio

I sapori più intensi della cucina romana sono quelli poveri e la povertà viene dalla strada, dai cibi facili ed a buon mercato che chiunque può permettersi.
Per questo motivo abbiamo di recarci nel cuore della cucina da strada, uno dei mercati rionali più affascinanti e moderni di Roma, quello di Testaccio, dove è possibile provare gli ormai famosissimi panini di Mordi e Vai.
Ignorando tutti gli altri banchi di frutta, arancini siciliani, enoteche e dolci, siamo andati direttamente in cerca del banco di Mordi e vai, prima che fosse assaltato dalla solita folla di affamati clienti.


Con il favore dell’ora non troppo tarda troviamo soltanto dieci persone in fila prima di noi ed possiamo gustare con gli occhi tutti i sughi disponibili, per scegliere con la dovuta calma quale farci mettere nel nostro panino.


I sughi disponibili sono tanti, scottona alla matriciana, bollito con salsa verde, coratella con carciofi, sugo con polpette, straccetti alla carbonara e tante altre carni condite con i sughi tipici della tradizione romana.

Sia io che Simona ci siamo fatti tentare dalla scottona alla matricida ed abbiamo ordinato due panini identici. Il signore dei panini con la sua maestria li ha tagliati a metà e li ha riempiti di pezzetti di carne e sugo, fino a coprire completamente la base inferiore del panino, i suoi gesti sono ormai collaudati e nel tempo sono diventati sempre più perfetti, sembra quasi che quel panino sia una tela e lui stia disegnando il suo dipinto migliore.


Dopo aver pagato i panini ed una birra ci spostiamo dietro la struttura dove ci si può appoggiare su delle panche, per consumare i panini, purtroppo non ci sono tavoli, non ci sarebbe lo spazio necessario dato che si tratta di un mercato rionale ma non sembra essere un problema per la gente che si affolla davanti al banco dei panini.


Quando affondo i denti nel panino friabile e croccante ed arrivo fino al ripieno, la bocca si inonda di un gusto incredibile, la mollica impregnata di sugo alla matricida è più saporita di qualsiasi taglio di pasta, il ripieno invece, con i suoi piccoli pezzetti di carne tenera completano un vero e proprio amplesso del gusto.
Quando un panino è così buono cerchi di mangiarlo lentamente per prolungare il piacere il più a lungo possibile ma inesorabilmente ne arriva la fine, così ci ritroviamoi a pescare con le dita i pezzettini di carne caduti sul fondo della bustina triangolare nella quale ci hanno servito il panino, per rimediare gli ultimi stralci di sapore.
A questo punto siamo troppo estasiati per non desiderare di ritornare al banco e prendere un altro panino da dividere in due ma nel frattempo la folla al banco è così aumentata da ritrovarci 20 numeri davanti.

Pazientemente attendiamo il nostro turno ma quando dobbiamo scegliere il panino da dividerci, non riusciamo a raggiungere un comune accordo, così scegliamo due panini diversi, il mio ripieno di coratella con carciofi e quello di Simona con il bollito e la salsa verde.

Mentre il signore dei panini taglia il panino di Simona e lo immerge in parte nel brodo del bollito mi viene l'acquolina in bocca, poi prende un pezzo di bollito e lo sfilaccia con la forchetta per metterlo sul pane, infine ci aggiunge un po’ di salsa verde e ce lo porge, siamo incantati da quell’operazione che per lui sembra routine.
I due giri di panini più la birra ci costano circa 18€ ma non sono tanti considerando che questo lo ritengo il vero paradiso dei panini, altro che hamburger gourmet.


Io non mangio coratella, perché non amo molto il retrogusto del fegato così persistente nella bocca ma questa coni carciofi è un altra storia, il dolce dei carciofi copre completamente l’aroma forte del fegato per lasciarti nella bocca solo un esplosione di sapore.
Nonostante non ci sia il sugo, il panino è comunque tenero e sugoso, non secco, dato che il signore ha lasciato che sul panino cadesse un bel po’ di sugo di cottura per ammorbidirlo, sono quasi indeciso se giudicarlo migliore del precedente panino con la sbottona ma mentre cerco di deciderlo mi accorgo che anche il secondo panino è finito.


Estasiato chiedo a Simona di lasciarmi un morso del suo, per la curiosità di provare il bollito, è buono e tenero anche il suo ma credo che questo con la coratella difficilmente si possa battere.

Quando abbiamo finito siamo veramente pieni di gioia e senza parole, anzi ne spiccichiamo qualcuna per ringraziare di cuore il signore dei panini ormai immerso in una folla di una cinquantina di persone in fila ed andiamo via in cerca di un buon caffè.
Questo è sicuramente il posto in cui porterò i miei genitori la prossima volta che vengono a Roma, perché non credo ci sia niente di meglio per fargli assaporare il gusto della Roma da strada.

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