La pizza della Gatta Mangiona

Quando si parla di mangiare la pizza a Roma è sempre una tragedia trovare una buona pizzeria così lasciandoci guidare dai consigli di amici e da molte recensioni positive siamo andati a provare il famoso "La gatta mangiona” in Via F. Ozanam, 30-32 a Roma. 
Il locale ci accoglie subito con un certo calore nei colori e con i tanti riconoscimenti delle migliori guide gastronomiche italiane che ha in bella mostra sulla porta di ingresso. L’aspetto è di una trattoria classica con le pareti gialle ed un piastrellato color terra che sale fino a meta altezza della parete donandole un aspetto rustico.

Chiaramente per trovare un tavolo il consiglio è di prenotare perché il locale è sempre pieno zeppo di clienti.
I tavoli sono semplici e decorati con allegre tovaglie blu antracite ricoperte da una seconda tovaglia di colore bordeaux sopra quella scura, le sedie semplici sedie da trattoria in legno ma verniciate nei colori pastello molto vivi ed allegri.

Tutto il locale sembra molto pulito e privo di fronzoli, anche il menù è essenziale anche se ci sono oltre alle pizze classiche alcune varianti molto particolari che oggi la gente ama chiamare pizze gourmet.
I prezzi non sono economici ma tendono ad essere un po alti, cosa che a Roma è quasi un abitudine, la crisi aumenta ma i prezzi non calano mai.




Come antipasto ordiniamo una una bruschetta con burrata affumicata e pomodori pachino e filetto di acciuga, alla quale aggiungiamo un calzoncino con verdure, fior di latte, uvetta, pinoli ed acciuga. Poi aggiungiamo una pizza parmigiana con le melanzane ed una pizza romana, quella con le acciughe.

Anche la birra alla spina è buona, non mi ricordo di che casa fosse ma non è troppo amara ne leggera, un giusto compromesso per una pizza da birra. C’è anche una discreta carta dei vini ma non voglio bere troppo perché siamo in moto e devo ritornare fino a casa.

Il calzoncino è in effetti molto uno, piccolo e quasi vuoto all’interno, non molto saporito per i miei gusti mentre la bruschetta è davvero buona. La burrata è molto tenera e si riesce a sentire l’aroma dell’affumicatura che non sono per niente sovrastato dal delicato gusto del pomodorino e dell’acciuga davvero molto buona e poco salata.

Finiamo gli antipasti quasi subito e le pizze non tardano ad arrivare, il servizio è veloce e le cameriere sembrano molto pratiche.


La pizza che ci servono non è affatto una pizza romana ma nemmeno una pizza napoletana, il cornicione è troppo basso ed il centro della pizza troppo alto, sembra un disco spesso ed uniforme simile alle pizze surgelate. La pizza quando la si taglia non scrocchia come le pizze romane e non si piega al centro lasciando cadere il condimento come quelle napoletane doc, è una cosa molto diversa da entrambe che non saprei definire. 

Sembra avere un ottima lievitazione ed il gusto oltre che buono risulta leggero. Non ci porterei un napoletano doc ma c’è qualcosa in questa pizza che mi spinge a mangiarla con piacere e che non mi dispiace come alternativa alle tante pizzerie che ho provato e non riescono ad offrire un prodotto di qualità.
Anche il pomodoro sulla pizza è fresco e gustoso, le melanzane sono saporite e non hanno lesinato con i condimenti. Per scrupolo provo anche uno spicchio della pizza romana di Simona che risulta saporita. Ci mettiamo poco a finire le pizze che non sono enormi e si lasciano mangiare velocemente, poi chiediamo il conto.


In due paghiamo 34,50€, un prezzo in linea con quello delle altre pizzerie romane, ma ormai ci siamo abituati a fare un mutuo per cenare.

Facebook comments

Post più popolari