Il trapizzino a Ponte Milvio



Incuriosito dai continui racconti di un collega su uno dei più particolari street food di Roma, abbiamo deciso di accettare il suggerimento ed andare a pranzo da Il Trapizzino a Ponte Milvio.
Il punto vendita è molto piccolo, tutto lo spazio viene occupato dal grande bancone mentre all’esterno sono presenti dei gazebo con tavolini per consumare il cibo acquistato.

Il trapizzino è un idea a dir poco geniale, sfruttando le due cose più buone che ci siano in un pranzo, il sugo ed il pane, hanno inventato questo pranzo molto pratico da mangiare.
Si usano dei panini di pasta di pizza di forma triangolare, che vengono spaccati e riempiti con i sughi tipici della tradizione romana. 



Dietro al bancone in grandi pentolacci,  riposano i varo sughi già pronti e caldi. c’è la parmigiana di melanzane, il ragù con le polpette, la coda alla vaccinata, la lingua in salsa verde, il sugo con saltimbocca alla romana e tanti altri.




Io decido di prenderne tre e Simona opta per una soluzione mista, due trapizzini ed un supplì con carne chianina.
La signora spacca i nostri trapizzini e li riempie con i gusti che abbiamo scelto, poi li impila in un apposito espositore metallico e noi li portiamo al tavolo.
Chiaramente con un piatto simile ci vuole un bel bicchiere di vino rosso e per 2€ me ne danno uno bello pieno e molto corposo, un vino decisamente adatto ad un pranzo calorico e saporito come questo.


Per primo decido di mangiare il trapizzino con la lingua in salsa verde, convinco anche Simona a provarlo nonostante non ami la lingua perché è davvero strepitoso, la lingua è tenerissima e succosa e si scioglie in bocca, si sentono l’aglio, il prezzemolo, il basilico e qualche altra spezia ed erba aromatica che si nasconde tra le altre. In un attimo lo finisco e passo avanti.


Prima di provare quello con il sugo e le polpette, do un morso a quello di Simona con baccalà, peperoni e verdure, è strepitoso e quasi mi viene la voglia di ordinarne un quarto, poi prendo il mio e lo addento dalla parte dove il sugo stava colando sull’esterno. Il sugo è delizioso, si percepisce una cottura lenta ed abbastanza lunga che lo hanno reso cremoso e denso, anche la polpetta è ben equilibrata e nel pane croccante è davvero strepitosa.


Simona mi fà provare il suo supplì con ragù di chianina e resto sorpreso della qualità e dal gusto, il riso è al dente e la panatura spessa e croccante.


Guardo il mio ultimo trapizzino ormai solo sull’espositore, è quello con la parmigiana, l’ho lasciato per ultimo, è ricoperto da scaglie di parmigiano grattugiato che diffondono il loro aroma nell’aria, lo mordo e resto per un attimo perso nel godimento.
Non so se è il più buono di tutti ma di sicuro è quello che mischia perfettamente più sapori decisi, la melanzana con il suo gusto piccantino, il pomodoro con la sua dolcezza ed il parmigiano con il suo aroma intenso.
Quando finisco anche il mio ultimo trapizzino sono soddisfatto ma ho ancora un piccolo buchino libero, così chiedo a Simona di andare a recuperare due supplì.

Torna con un supplì con le zucchine ed il pesto di mandorle, il gusto è leggero ed equilibrato e la consistenza delle mandorle è molto piacevole sotto i denti, lo trovo delizioso, ne mangio metà e poi finisco quello classico al ragù di chianina che prima mi aveva rapito il cuore.

Torneremo presto a mangiare i trapizzini, anche perché oltre al gusto eccezionale e la leggerezza, anche il prezzo è davvero onesto, per 5 trapizzini, tre supplì, un bicchiere di vino ed una bottiglietta d’acqua abbiamo speso 26€ in totale.



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