Beber Buffet Brasiliano


Venerdì sera Simona ha deciso democraticamente che avremmo mangiato in un nuovo ristorante a buffet brasiliano.
Questo locale si chiama Beber e si trova di fianco alla basilica di San Paolo, proprio sotto il campanile, in via Ostiense 251, Roma.

L'ambiente è moderno e colorato ma la parte più bella del locale sono i due terrazzini esterni, uno ricavato in una specie di chiosco e l'altro più in alto con una splendida vista sulla basilica ed il parco laterale.



Ci sono gli ombrelloni bianchi e dei tavoli con piano in legno dipinto di verde, le sedie sono arancio e bianco e creano un gradevole contrasto cromatico.

Si tratta della prima serata di apertura del locale, quella precedente è stata l'inaugurazione.

Al tavolo ci servono del pane fresco e ci chiedono cosa vogliamo da bere. Non ci danno un menù quindi non abbiamo idea di quanto possa costare bere qualcosa, sappiamo solo che la cena a buffet costa 20€ a persona.

Prendiamo due birre brasiliane ed una bottiglia d'acqua minerale naturale che ci portano insieme ad un cestino con del buon pane fresco.

Dopo un po' ci dicono che il buffet è stato allestito nella sala interna e che possiamo servirci.

Su tre tavoli posti a ferro di cavallo ci sono molte portate, zuppa di gamberoni, pesce al sugo, riso, fagioli neri con salsiccia, insalate, verdure grigliate, pollo al forno, pollo con funghi, insalata di pollo, e tante altre cose.



C'è l'imbarazzo della scelta, ci prepariamo dei bei piattoni con un bel po' di portate e torniamo al tavolo.

L'insalata russa è molto buona, delicata, non si sente troppo la maionese, non sembra di quelle comprate già pronte, sembra molto più casalinga.
Il pesce al sugo è buonissimo, non capisco di che pesce si tratta ma vista la dimensione dei tranci deve essere un pesce lungo e di grossa taglia.

I fagioli neri con le salsicce ed una gratinatura di pane sono un po' secchi ma gustosi.

Il pollo al forno è semplice, sa di pollo al forno e non è troppo condito.
L'insalata di pollo con l'uvetta ed i dadini di verdurine è favolosa, molto fresca e dal retrogusto dolce, forse è il piatto che preferisco tra tutti quelli che ho preso.

Il riso basmati in bianco è ottimo per accompagnare il sugo delle varie portate, sta benissimo con la fantastica zuppa di gamberoni che sembrano addirittura freschi.
Il Pollo cremoso con i funghi non particolarmente saporito, le patate invece sono buone, sia quelle secche e sfogliose simili a quelle che servono nei ristoranti peruviani, sia le fettine di platano fritte che ho scoperto adorare.

Le verdure grigliate non le abbiamo neanche prese per cercare di rimanere leggerileggeri.



Quando siamo tornati al buffet per un secondo giro, abbiamo scoperto che quello era soltanto il buffet degli antipasti, il vivo della cena sarebbe stato a base di carne alla brace.


Ecco perché molti commensali nemmeno si accomodavano a questo buffet ed aspettavano digiuni ai loro tavoli.

La carne è arrivata infilzata in grossi spadoni che le ragazze portavano in giro per i tavoli.
Potevamo scegliere un quantitativo a piacere di ogni tipo di carne servita o decidere di aspettare i giri successivi, tanto per tutta la serata sarebbero continuate ad arrivare spade piene di carne appena rosolata.



Dalla prima spada abbiamo sfilato due salsicce, la carne è chiara e molto compatta, saporita e non troppo salata.

Poi è stata la volta di enormi spuntanture di maiale, una goduria di tenero grasso semi-sciolto che mi ha dato un bel colpo.



Il giro successivo è con il pollo, una sovraccoscia enorme che ho faticato a finire.

Quando arriva il controfiletto siamo già stremati, ne pendo una fettina che il cameriere tagliuzza con un coltello affilatissimo direttamente dal pezzo di carne infilzato sulla spada.

La mia parte è un tantino troppo sanguinosa, così la baratto con quella di Simona più cotta.

Anche le alette di pollo sono giganti, ne prendo uno proprio per gradire ma più di cos'ì non riuscire ad andare oltre. Forse annaffiando tutto con un buon rosso secco riuscirei ad ingannare il senso di sazietà e continuare questa impresa ma mi tocca guidare e quindi è meglio desistere.

Volendo esagerare, si potrebbe continuare a mangiare carne a chili tutta la sera, fino quasi a sentirsi male, dato che non c'è limite alla quantità di carne che viene servita.

Simona mi sembra stanca ed insiste per chiedere il conto ed andare via.
Lo chiedo e ci portano via i piatti e le posate, un attimo prima di presentare una fantastica spada di filetti di manzo.

Peccato, è probabile che nel tragitto fino a casa ucciderò Simona.

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